Che cosa sono gli Interventi Assistiti dall’Animale?

Gli IAA, comunemente noti come programmi di Pet Therapy sono degli interventi terapeutici, assistenziali, educativi o ricreativi che utilizzano la relazione uomo-animale, i benefici e le emozioni che ne derivano, come strumento ad uso dell’operatore (medico, psicologo, educatore, fisioterapista, ecc.) che ha in carico la persona a cui si rivolge il programma.
Affinché tale programma abbia un senso e di conseguenza si ottenga il raggiungimento degli obiettivi preposti, è indispensabile che ruoli professionali e obiettivi siano ben definiti e chiari in partenza, occorre altresì lavorare nel pieno rispetto delle figure che partecipano al programma: operatori, fruitori conduttori con i propri animali.
Dalla nostra esperienza, nonché da quella di coloro che in Italia e nel resto del mondo, hanno intrapreso prima di noi questo cammino, possiamo affermare che un IAA (programma di Pet Therapy) degno di questo nome non possiede ricetta e si basa sull’iterazione spontanea tra l’animale e l’utente.

Figure Professionali

Nel lontano 1953, durante una seduta, lo psichiatra americano Borris Levinson, scoprì casualmente i benefici nati dall’interazione tra il suo cane, che in quel momento si trovava in studio, e un suo paziente, un bambino autistico che aveva in cura in quel periodo.
Quello che Levinson aveva capito, gettando le basi per quella che a seguire sarebbe stata chiamata “Pet Therapy” (termine generico e il più delle volte fuorviante, come peraltro lo stesso psichiatra sosteneva), era che l’animale, la sua presenza, in quel caso specifico aveva aperto un “canale” privilegiato all’interno del percorso terapeutico che aveva intrapreso, un canale dalle innumerevoli potenzialità e risorse.
Da quel momento in avanti partirono nel corso dei decenni una serie di lavori e di pubblicazioni sulla materia in diverse parti del mondo.

Non ci interessa in questa sede l’evoluzione storica dei programmi di “Pet Therapy” (o Attività e Terapie Assistite dall’Animale, definizioni Delta Society che preferiamo di gran lunga utilizzare), vogliamo piuttosto dare uno sguardo al presente, soffermandoci sinteticamente sui punti chiave che caratterizzano gli interventi assistiti dagli animali.

Un corretto programma di “Pet Therapy”, che per comodità a seguire chiameremo PAA (Programma Assistito dall’Animale), viene svolto da professionisti del benessere umano e animale che operano in sinergia.

La prima figura professionale è l’operatore (medico, psicologo, educatore, fisioterapista, ecc..), ha nella una formazione il più delle volte universitaria e che ha in carico la persona. La presenza di tale professionista, che non necessariamente deve avere una formazione specifica sui PAA, è indispensabile affinché il programma abbia un senso.

Il conduttore di animali è la figura professionale che caratterizza con il proprio animale il programma. Necessita di una formazione professionale specifica sui PAA e peoridicamente deve essere valutato idoneo per attitudini e capacità, con gli animali che impiega, e con i quali costituisce una “coppia”.
Operatore e Conduttore sono di norma presenti contemporaneamente durante lo svolgimento delle attività.

Da uno sguardo sul web, ci accorgiamo che a volte il Conduttore di Animali (definito da alcuni “operatore pet therapy”, termine che a noi piace ben poco), spesso viene confuso con altre professioni, una tra tutte gli educatori cinofili, ruoli e figure professionali diversi tra di loro per formazione, competenze e ambiti di appicazione!

Non ultimo per importanza è il veterinario, che di norma non presiede agli incontri. E’ il responsabile del profilo sanitario (vaccinazioni e stato di salute generale) degli animali.

A nostro avviso, la confusione tra ruoli professionali è la causa principale che ostacola la piena diffusione degli interventi assistiti dagli animali in Italia.

Gli Animali

Impiegati nei programmi di “Pet Therapy” sono animali adulti, valutati periodicamente per attitutidi, capacità e piacere nel relazionarsi con le persone (www.aiuca.eu).
Riteniamo utile sottolineare che gli animali devono partecipare al programma e non subirlo!

Gli animali con i quali lavoriamo sono educati con tecniche di rinforzo positivo, non sono addestrati.

Non sono le prestazioni di un cane piuttosto che di un gatto a fare la differenza, non sono gli “ordini” o la mera ripetizione di esercizi predefiniti, a volte estremante schematici, non è il salto di un ostacolo.

Spesso a fare la differenza è quello che l’animale nella bellezza delle sue imperfezioni può darci, sono le emozioni trasmesse e che aprono quel “canale” privileggiato di cui si discuteva all’inizio.

Molti fra coloro che vivono o hanno vissuto un animale lo sanno. E’ la relazione spontanea che si instaura, a volte semplicemente uno sguardo, la complicità.
Compito dei professionisti che operano nei Programmi Assistiti dagli Animali, ognuno con propri ruoli e competenze e favorire tutto questo.